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	<title>Tribù di Oikos in movimento lento</title>
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		<title>La donna che sussurrava ai cavalli&#8230;.</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Jun 2011 16:54:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ATLANTIDE - Citta dei Sogni</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- p { margin-bottom: 0.21cm; } --></p>
<p style="text-align: justify;">I primi raggi del sabato svegliano il gruppo sotto gli ulivi secolari… le festa della notte intorno al falò la sentiamo ancora nelle orecchie e sulla pelle… la cenere è ancora calda e Rosetta gironzola tra le tende cercando di intrufolarsi lì dove ne vede la possibilità abbaiando ad ogni leggero rumore tra le lamentele che arrivano dalle tende da parte dei viandanti ancora assonnati… Quest&#8217;alba trova un gruppo più forte e motivato&#8230;<br />
<span id="more-240"></span><br />
Gli incontri del giorno prima con Rosetta, Lelè e Rosaria hanno regalato forti emozioni e sensazioni a tutti i “viandanti” oramai totalmente inseriti nello spirito del “ritmo lento” e dell&#8217;incontro con gli altri alla ricerca di volti e storie&#8230; Ma non possiamo poltrire… l’Amico Roberto è puntuale ed oggi ci aspetta una lunga passeggiata tra i feudi di Veglie e Nardò… La colazione è veloce, i preparativi un po’ meno… ma ce la facciamo… alle 10.30 siamo in strada… Roberto, presidente dell’Arneotrek, da grande conoscitore della zona ci porta per strade, stradoni, sentieri e viottoli alla scoperta di un angolo di Arneo antico, ma per molti di noi pressocchè sconosciuto&#8230;. Ci porta a scoprire un&#8217;azienda vinicola “Santa Venia” dove i gentili proprietari ci accolgono e approntano per noi un squisita degustazione dei loro prodotti, segue una veloce visita ai locali di lavorazione. Bisogna ripartire presto, la strada è ancora lunga, il sole inizia a diventare pungente ed il vino ci mette la sua&#8230;. percorriamo la vecchia  strada detta &#8220;sferracavalli&#8221;&#8230; la via si fa faticosa, il caldo ormai inesorabile e l&#8217;acqua inizia a scarseggiare&#8230; ma abbiamo sempre la forza di ammirare un paesaggio meraviglioso ed affascinante&#8230; che non è avaro di mostrare ai “viandanti” i suoi lati migliori e più belli&#8230; piante selvatiche profumatissime, insetti variopinti, fiori coloratissimi, animaletti ed uccellini elusivi e giganteschi e silenziosi ulivi&#8230; L&#8217;ultimo tratto è veramente tosto&#8230; eppure anche questa tappa è portata a compimento&#8230; arriviamo alla meta intorno alle 14,30&#8230; A casa di Carla – proprio a fianco della Clinica Veterinaria per cavalli “Villa Maria” &#8211; tutto tace&#8230; i piccoli riposano&#8230; Lei ci aspetta con una grandissima scorta d&#8217;acqua&#8230; ne beviamo quanto nemmeno una mandria di cammelli ne sarebbe stata capace&#8230; a seguire una doccia rigenerante per tutti e poi giù con friselle, pomodori, vino&#8230;. ci concediamo un pomeriggio di relax ed iniziamo a preparare la festa serale dove aspettiamo tanti Amici che verranno a trascorrere qualche oretta in allegria insieme ai “viandanti”, alcuni resteranno anche a dormire con noi&#8230; naturalmente non possiamo fare a meno di andare ad accarezzare e coccolare i meravigliosi ospiti della clinica&#8230; 15 magnifiche fattrici in maggior parte in attesa di fecondazione assistita o naturale che sia&#8230; e questa l&#8217;attività principale di Carla e del suo staff&#8230; passiamo tutto il pomeriggio con loro e con Giuseppe,marito di Carla, che ci accompagna nella visita alla clinica e ci introduce in questo fantastico mondo dei cavalli. E all&#8217;imbrinire la festa può cominciare&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;</p>
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		<title>E fu sera e fu mattina… SECONDO GIORNO.</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jun 2011 06:57:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ATLANTIDE - Citta dei Sogni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La prima notte nella scuola materna del Boncore trascorre fra grandi ronfate, pungenti doloretti alle spalle e sistemazioni frequenti alla ricerca della migliore posizione per dormire, difficile da trovare in un sacco a pelo su un pavimento duro e liscio. &#8230; <a href="http://www.oikosostenibile.it/tribu/?p=210">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Calibri; color: #000000;">La prima notte nella scuola materna del Boncore trascorre fra grandi ronfate, pungenti doloretti alle spalle e sistemazioni frequenti alla ricerca della migliore posizione per dormire, difficile da trovare in un sacco a pelo su un pavimento duro e liscio. La sveglia arriva molto presto. Alle 8.30 dobbiamo aver liberato già i locali della scuola perché arrivano i bambini per le lezioni.<br />
<span id="more-210"></span><br />
Quindi prepariamo la colazione, liberiamo e puliamo la cucina e il salone per permettere il regolare svolgimento dell’orario scolastico. Quando iniziano ad arrivare i bambini trovano ancora la loro scuola invasa da tipi grandi, strani e buffi e ci guardano con aria stranita quasi a pensare: <em>“ma questi che ci fanno nella nostra scuola?”</em>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri; color: #000000;">Lasciamo il Boncore e i sorrisi dei più piccoli per riprendere il nostro cammino in direzione Torre Lapillo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri; color: #000000;">Arriviamo relativamente presto sul luogo dell’appuntamento. Quello che ci appare alla vista è un lucentissimo specchio d’acqua che sbatte lentamente sugli scogli. I pescatori hanno da poco finito il loro lavoro notturno e il resto del paese si sta svegliando per iniziare la nuova giornata, mentre i nostri occhi vengono conquistati dai raggi del sole che penetrano lemme lemme nel chiarore delle acque.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri; color: #000000;">Incontriamo Antonietta, volontaria di Legambiente di Porto Cesareo, che ci fa da guida nella visita alla torre costiera che domina il punto più estremo della città. Si tratta di una struttura imponente che fa parte del sistema difensivo costiero voluto da Carlo V nella seconda metà del ‘500 per proteggere il Salento dalle invasioni dei saraceni, recentemente ristrutturata ed ora gestita dai volontari di Legambiente, appunto, con finalità turistico-educative.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri; color: #000000;">Dopo la visita, qualcuno di noi ne approfitta per un bagno rigenerante nell’acqua ancora frizzantina e fresca dei primi giorni di giugno che risveglia definitivamente i muscoli ancora intorpiditi dalla nottata e dalla sveglia anticipata della mattina, mentre altri restano ad ammirare il paesaggio: chi sulla riva, chi danzando sugli scogli. Dopo le fatiche del giorno precedente era proprio quello che ci voleva.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri; color: #000000;"><a href="http://www.oikosostenibile.it/tribu/wp-content/uploads/2011/06/SANTA-CHIARA1.jpg" rel="lightbox[210]"><img class="alignnone size-full wp-image-212" title="SANTA CHIARA" src="http://www.oikosostenibile.it/tribu/wp-content/uploads/2011/06/SANTA-CHIARA1.jpg" alt="" width="402" height="280" /></a></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri;">Verso mezzogiorno si riprende il cammino, destinazione masseria Santa Chiara dove arriviamo verso le 13.30 dopo aver percorso una strada faticosa e resa impervia da qualche salita che si fa sentire sulle nostre gambe. Tutto tace all’interno della masseria. In questo vecchio monastero di monache di Santa Chiara, risalente intorno alla metà del 1400, successivamente trasformato in masseria dopo che le suore lasciarono questo posto isolato per raggiungere Nardò, abitano ancora cinque o sei famiglie. Dopo il pranzo stanno sicuramente riposando. Veniamo accolti solo dall’abbaiare dei cani che fanno da guardia all’intera struttura. Stanchi dalla lunga camminata, ci riposiamo sotto l’ombra di alcuni alberi. Ne approfittiamo per allestire una tavolata improvvisata nei portabagagli delle macchine di supporto. Al di là di ogni più rosea previsione abbiamo ancora un’abbondanza di focacce, pitte e ciliegie da consumare con il sostegno di alcune lattine di  birra e di qualche bicchiere di vino. È ancora troppo presto per avventurarci alla scoperta della masseria, perciò i viandanti ne approfittano per riposarsi e magari dormire. Impresa non facilissima né per chi si stende sull’erba (terra di conquista per ragni e insetti vari), né per chi cerca conforto sui sedili delle diverse macchine degli amici sopraggiunti per il pranzo (attrazione preferita dalle mosche che hanno annusato gli odori del cibo). Qualcuno fotografa la torre della masseria ormai per gran parte crollata o il vecchio ufficio postale, qualche ape che atterra docile in un fiore, la distesa di graminacee dei dintorni o la cava di tufo lì nei pressi. Qualcun altro, sostenendosi ad un bastone, cerca di prendere confidenza con i cani della masseria che ci scrutano attentamente, pronti ad abbaiare ad ogni nostro piccolo tentativo di ingresso. Due cagnolini, i più giovani, si lasciano conquistare da un po’ di cibo che lasciamo per loro divorandolo in un batter d’occhi. Il più anziano, invece, resiste ad ogni tentazione e non varca mai la soglia di confine: da una parte c’è lui che veglia sulla masseria, al di qua ci siamo noi che stiamo riposando. Verso le 16.00 decidiamo di inoltrarci in piccoli gruppi, con la speranza di incontrare qualcuno che ci racconti un po’ la storia di questo edificio. Nel breve tragitto che ci separa dalla torre della masseria ci lasciamo andare a qualche annotazione storica: <em>“lassù in alto, vedete, c’è lo stemma del monastero. Questa parte ormai è messa in sicurezza per pericoli di nuovi crolli. Qui, invece, abbiamo la vecchia scuola elementare che ora è stata trasformata in abitazione a tutti gli effetti. Lì di fronte un tempo c’era la scuola materna, ora chiusa perché in pericolo di crollo. Qui dentro, invece, c’è un magazzino. Alzate gli occhi lassù. Sulla destra, in alto e anche di fronte vedete alcuni nidi di rondini, ormai evento rarissimo dalle nostre parti”.</em></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri; color: #000000;">Ci giriamo intorno sperando che qualcuno degli abitanti esca. Sulla porta di casa si affaccia Rosetta, svegliata dall’abbaiare dei cani. È la svolta della giornata e forse di tutto <strong><em>Trame di Terra</em></strong>. Il contatto così come lo speravamo, quasi lo sognavamo, è lì a due passi da noi. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri; color: #000000;">Cerchiamo di prenderla alla lontana. “Signora, noi stiamo facendo trekking da queste parti, abbiamo pranzato qua fuori. Non è che per caso possiamo avere un po’ di caffè?”. La risposta è emblematica: “E pi lu cafè s’a trattare? Trasiti”. Ci fa entrare tutti in casa. All’inizio siamo solo in sei, ma poi diventiamo una ventina. L’allegria di questa donna, natìa di Leverano, trasferitasi in queste zone dopo il matrimonio, è straordinario. Ci accoglie in modo entusiastico. Prepara prima sette, otto caffè. Finito quello tira fuori il tè fresco, che dopo la calura assorbita nella camminata, viene terminato in un attimo. Poi altro tè e sedie, sedie, sedie. Ognuno deve avere il suo posto. Ci parla delle sue origini, del suo matrimonio, del suo essere rimasta vedova e sola da poco tempo, di quella stanza in cui ci ospita che prima era una sala giochi che serviva a riunire tutti i giovani (e non solo) dei paesi limitrofi, di com’è cambiata la vita oggi. Un tempo la dote che portava con sé la sposa (ricami a mano, finissimi e pregiatissimi generalmente fatti dalla propria mamma o da parenti stretti) veniva appesa ad un filo all’interno dell’abitazione ed esposta alla vista di tutti gli invitati al matrimonio. Era il segno tangibile della ricchezza di una famiglia. Un frase cogliamo tra tante, che racconta molto di lei e di Santa Chiara: <strong><em>Io amo la solitudine!!</em></strong> Alle 17.00 arriva il consuocero: Pantaleo, per gli amici, ora anche per noi, Lelè. Lo andiamo a prendere dalla sua abitazione al Boncore e con lui viene anche il genero, Eugenio, presidente della Proloco di Boncore e Santa Chiara, che ci ha fatto da tramite qualche giorno prima del nostro arrivo. Anche questo è un incontro straordinario con un uomo che, pur essendo nel periodo della propria vecchiaia, ha una lucidità fuori dal comune. Ricorda gli eventi, i visi, le storie come se fossero appena successe. D’altronde lui, coltivatore diretto e poi postino che faceva la spola tra Santa Chiara e Case Arse, qui conosce davvero tutti.  Salutiamo calorosamente Rosetta, ancora stupefatti dalla sua accoglienza che ci ha lasciato senza parole. Ci dirigiamo verso Case Arse. Lelè ci fa vedere la vecchia struttura delle tabacchine. Qui, ogni giorno da tutti i paesi vicini (Leverano, Veglie, Porto Cesareo, Salice, Copertino), l’autobus di Filograna portava a lavorare 560 tra uomini, ma soprattutto donne che compivano tutti i processi di lavorazione del tabacco. Ci racconta come un tempo Case Arse pullulasse di gente: c’erano le lavoratrici nella fabbrica di tabacco, i contadini che lavoravano i campi vicini, un abbeveratoio per gli animali e spesso si assisteva alla nascita di diverse storie d’amore e corteggiamenti lunghi, ma decisi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri; color: #000000;">Negli stessi istanti in cui arriviamo noi, giunge anche la signora Rosaria che nella storia delle tabacchine ha un ruolo importante: è stata vicemaestra per diversi anni. Di questo posto conserva tutto: dal rumore dei macchinari alle voci delle operaie, dai metodi di insegnamento fino alle differenti tipologie di tabacco. Qui incontriamo una cagnolina, Rosetta, che finirà per seguirci per tutto il percorso di Trame di Terra, abbaiando alle citronelle di notte e per la fame di giorno, ma allietando con la sua presenza vivace e costante ogni nostro passo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri; color: #000000;">Anche in questo caso l’accoglienza è da togliere il fiato. Ci porge sedie per sedere, una bacinella per lavare le nostre mele e quando si tratta di raccontare non si tira indietro, specie quando sente qualcuno accennare alla lavorazione del tabacco con qualche dettaglio errato. Il suo ruolo da vicemaestra le impone di intervenire a correggere lo sbaglio.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri; color: #000000;">Riaccompagniamo Pantaleo al Boncore salutandolo con sincero e caloroso affetto, mentre il gruppo dei viandanti riprende la strada che li porta in direzione Torre del Cardo dove passeranno la notte.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri; color: #000000;">Sotto la guida di Roberto, presidente dell’Arneotrek, un gruppo di Amici amanti del trekking e del Nostro territorio,  che ci ha raggiunto a Case Arse, a pochi passi dalla propria abitazione, percorriamo sentieri particolari, strade non asfaltate e piccole viuzze di campagna. Pochi chilometri e siamo già a Torre del Cardo, dove sistemiamo le tende sotto agli uliveti nella zona destinata al camping. Facciamo una rapida escursione di questa bellissima struttura ricettiva con annessa piccola piscina, poi ci concediamo una meritata doccia. Gli altri tirano fuori la cena, mentre alcuni raccolgono un po’ di sassi, qualche ramo secco di ulivo e qualche foglia secca per accendere un fuoco. Intorno al quale raccontare le sensazioni di questa avventura, le emozioni, le fatiche cantando accompagnati dal suono di chitarre e tamburelli. Il tutto sotto il canto melodico dei grilli. Le storie da raccontare sono ancora molte come le parole da ascoltare e la virtù <a href="http://www.oikosostenibile.it/tribu/wp-content/uploads/2011/06/SANTA-CHIARA.jpg" rel="lightbox[210]"></a>dell’accoglienza da comprendere.</span></p>
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		<title>02 Giugno: SI PARTE&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jun 2011 11:08:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ATLANTIDE - Citta dei Sogni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E siamo al 02 Giugno… Giorno della partenza… Il ritrovo è fissato alle ore 9.30 in Piazza Roma a Leverano.  Ultimo controllo agli zaini: il cappello c’è, l’acqua non può mancare, viveri di ogni genere nemmeno, abbigliamento di ricambio, tende, &#8230; <a href="http://www.oikosostenibile.it/tribu/?p=201">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri; color: #000000;"><a href="http://www.oikosostenibile.it/tribu/wp-content/uploads/2011/06/259208_197432050302426_100001068971082_538284_6124678_o1.jpg" rel="lightbox[201]"><img class="alignleft size-full wp-image-204" title="259208_197432050302426_100001068971082_538284_6124678_o[1]" src="http://www.oikosostenibile.it/tribu/wp-content/uploads/2011/06/259208_197432050302426_100001068971082_538284_6124678_o1.jpg" alt="" width="345" height="363" /></a>E siamo al 02 Giugno… Giorno della partenza… Il ritrovo è fissato alle ore 9.30 in Piazza Roma a Leverano.  Ultimo controllo agli zaini: il cappello c’è, l’acqua non può mancare, viveri di ogni genere nemmeno, abbigliamento di ricambio, tende, materassini, sacchi a pelo, lettori mp3, piatti di plastica, forchette di plastica, tovaglioli di carta. Pare non mancare niente. Pare. Ci guardiamo intorno . Ci sono tante facce allegre, qualcuna ancora perplessa per la sveglia mattutina in un giorno di festa, io che mi autoincoraggio in un tentativo di autoconvincermi che il mattino ha l’oro in bocca, anziché un buon cornetto e un caffè.<br />
<span id="more-201"></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri; color: #000000;">Arrivano tutti alla spicciolata, sotto il primo sole già caldo di giugno, mentre gli operai comunali addobbano la piazza per la festa dei prossimi giorni. I raggi del sole sono già pungenti sulle nostre spalle. Decidiamo di spostarci all’ombra della torre federiciana per fare la vestizione ufficiale con le magliette di Oikos alla presenza di Katia. Foto di rito: sorriso, clic uno, clic due e auto clic. Eran ventuno… eran giovani e forti……</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri;"><strong><em>“Trame di Terra – Arneo in movimento lento” è iniziato</em></strong>.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri; color: #000000;">Partiamo alle 10.30 scortati dalla macchina dei vigili urbani. Attraversiamo Leverano con chitarra e tamburelli alla mano. Completiamo via Cesarea e ci immettiamo tra i sentieri di campagna.  Il sole batte forte e gli ulivi sono rari in questa zona, caratterizzata da vigne e terre aride, per poter attutire i raggi e la calura. Percorriamo la strada che ci porterà verso la contrada di Curti Russi. Ogni tanto ci fermiamo all’ombra di qualche ulivo trovato qua e là per la strada. Incontriamo per caso il proprietario di una casa bizzarra con tanti orologi e banderuole sulla terrazza… è restio a parlare, ma lo intratteniamo con qualche domandina e passiamo oltre… Abbiamo bisogno di bere e di rinfrescarci. Sono le 12. Sono le ore in cui il sole batte di più, ma non ci fermiamo. Passiamo per le case coloniche volute dall’Ente Riforma subito dopo la fine del secondo conflitto mondiale e qui troviamo una fontana che ci rinfresca. L’acqua è purissima e rigenerante. Proprio quello che ci voleva. Facciamo una piccola variazione per andare ad osservare la Madonna della Grottella, lì a pochi passi. Una chiesa per larga parte ormai diroccata, ma che conserva intatto il suo fascino e suscita curiosità.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri; color: #000000;">Attraversiamo la strada principale e acceleriamo il passo attraverso le campagne, tra sterpaglie e ulivi secolari dalle forme più bizzarre. L’ultimo tratto di strada risulta essere duro… complici il caldo e la stanchezza i nostri passi sono oramai pesanti, ma alla Masseria Paglialunga Antonio ci aspetta un succulento banchetto, un fresco prato su cui far riposare le nostre gambe e tanta allegria. Nel frattempo ci lasciamo alle spalle l’imponente bellezza di masseria Trappeto.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri; color: #000000;">Arriviamo sul posto per le 14.30. Stremati dal caldo, ma soddisfatti per la lunga passeggiata fatta. Veniamo accolti da un nugolo di bambini in larga parte caratterizzati dal colore chiaro degli occhi incuriositi dalla nostra presenza e vogliosi d’attirare l’attenzione. Lo stomaco ormai è una voragine. Giuliana, la proprietaria, ci ha preparato qualche antipasto a base di saporitissimi formaggi e prelibate ricotte prodotti in azienda, Macrina condivide con i viandanti  un po’ di pasta col pesto e si mette a disposizione di tutti ciò che ognuno aveva preparato prima della partenza. Un po’ come l’assalto ai forni di manzoniana memoria è una rincorsa ai piatti, alle posate, alle sedie per far riposare i piedi. Si mangia a più non posso. E si beve naturalmente. Tanta acqua, ma anche qualche bicchiere di vino e qualche bottiglia di birra. Serve un buon caffè… ma a Giuliana non bisogna nemmeno chiederlo… ed arriva puntuale mentre siamo sdraiati alla spicciolata sul prato fresco ed umido della casa alla ricerca di un agognato ristoro. Alle 17.00 salutiamo la padrona di casa che ci ha gentilmente ospitati e riprendiamo il viaggio in direzione Boncore. Passiamo a visitare Donna Menga, masseria dalla struttura enorme e lasciata in completo abbandono. È un pezzo di storia salentina e dell’Arneo quello che stiamo visitando. Mancano ancora quattro o cinque chilometri. Le strade sono asfaltate e costeggiano caseggiati che sembrano a volte disabitati, ci sorprende di questa gente  la scelta coraggiosa di abitare posti così isolati. Andiamo avanti tra facce indagatorie ed incuriosite che si affacciano di tanto in tanto da dietro una finestra o da un cancello.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri; color: #000000;">Percorriamo un vialone lungo che costeggia la masseria Maremonti. Il Boncore è sempre più vicino e l’agognato riposo anche. Il gruppo si divide in tronconi diversi a seconda della portata dei rispettivi passi, i fotografi immortalano alcune rarità e particolarità del paesaggio, i cameran registrano diversi momenti della camminata e umori del gruppo da tutte le angolazioni. Immagini in movimento. Arriviamo in località Boncore alle 19.30, minuto più minuto meno e ci adagiamo sulle panchine del parco di fronte alla chiesa. Andiamo a cercare Don Pasquale che ci racconterà alcuni momenti chiave dell’evoluzione degli ultimi cinquant’anni di questa zona. Nel frattempo si ritrovano le residue energie per fare due tiri ad un pallone in un campetto lì vicino, mentre qualcun altro visita la struttura dove dovrà dormire, le cucine e i bagni. Siamo ospitati all’interno della scuola materna. Tutto è giustamente a dimensione dei bambini. Soprattutto i tavolini e le sedie che riportano alla memoria giorni di un’infanzia ormai abbastanza alle spalle. Ci laviamo, ci cambiamo. Nel frattempo arriva Don Pasquale. Siamo seduti a terra in cerchio di fronte a lui. Ad ascoltare un parroco di 82 anni arrivato al Boncore nel 1961, con una missione non solo di guida spirituale, ma anche, e forse soprattutto per un riscatto culturale, sociale ed educativo di questa gente. Ci racconta che dopo i primi anni vissuti nella masseria di Santa Chiara si mobilita per dare un senso a questa terra di macchia e pietre ed a chi questa macchia la abita. Fa costruire la parrocchia, le scuole, veri e propri centri di accoglienza di bambini che arrivano da diversi paesi del circondario, si trova a dover fronteggiare frequenti alluvioni che rendono ancora più difficile la vita su questi territori. Figli di contadini e operai che si dividono tra Santa Chiara e Case Arse. Per quasi due ore restiamo ad ascoltarlo, quasi senza interruzione se non per qualche domanda di approfondimento. Va via perché a Torre Lapillo si inaugura la nuova Chiesa. È ora di mangiare. La cucina si inebria di odori: pitte, focacce, meloni, angurie e chi più ne ha più, ne metta. Fuori si canta e si suona a ritmo di pizzica. La mezzanotte ormai è arrivata. Qualcuno lascia i viandanti pronti per dormire. Domani sarà un altro giorno ricco di storie. Tutto da ascoltare e da vivere.</span></p>
<p style="text-align: right;"><em><span style="font-family: Calibri; color: #000000;">Alessio</span></em></p>
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		<title>PROGRAMMA DETTAGLIATO</title>
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		<pubDate>Tue, 31 May 2011 06:54:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ATLANTIDE - Citta dei Sogni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[TRAME DI TERRA (Arneo in movimento lento) Giovedì 02 giugno:  DAGLI ULIVI ALLE MASSERIE: I SILENZI DEI GIGANTI DORMIENTI 1. ore 09.30 – Ritrovo per partenza: Piazza Roma – Leverano; 2. Sosta pranzo c/o Masseria Paglialunga Antonio (Loc. Curti Russi); &#8230; <a href="http://www.oikosostenibile.it/tribu/?p=193">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align: justify;"><strong>TRAME DI TERRA</strong></h1>
<h4 style="text-align: justify;"><strong><em>(Arneo in movimento lento)</p>
<p><span id="more-193"></span><a href="http://www.oikosostenibile.it/tribu/wp-content/uploads/2011/04/4_atlantide_web.jpg" rel="lightbox[193]"><img class="alignright size-full wp-image-30" title="4_atlantide_web" src="http://www.oikosostenibile.it/tribu/wp-content/uploads/2011/04/4_atlantide_web.jpg" alt="" width="300" height="764" /></a></em></strong></h4>
<p><strong>Giovedì 02 giugno:  DAGLI ULIVI ALLE MASSERIE: I SILENZI DEI GIGANTI DORMIENTI</strong></p>
<p>1. ore 09.30 – Ritrovo per partenza: Piazza Roma – Leverano;</p>
<p>2. Sosta pranzo c/o Masseria Paglialunga Antonio (Loc. Curti Russi);</p>
<p>3. “visita” alle masserie principali della zona: Trappeto – Donna Menga – Maremonti;</p>
<p>4. Arrivo al Boncore</p>
<p>5. Serata in allegria con don Pasquale e gli Amici di Boncore e Santa Chiara.</p>
<p><strong>Venerdì 03 giugno: SANTA CHIARA-CASE ARSE: PROFUMO DI STORIA</strong></p>
<p>1. Colazione;</p>
<p>2. “visita” a Torre Lapillo ed incontro con Legambiente;</p>
<p>3. Partenza per Santa Chiara</p>
<p>4. Partenza per “Case Arse”</p>
<p>5. Case Arse: sit-in con Pantaleo Drazza (Storie d’Arneo e delle Tabacchine)</p>
<p>6. Partenza per Torre del Cardo</p>
<p>7. Serata &#8211; Cena</p>
<p><strong>Sabato 04 giugno: VANTAGGIANI-VILLA MARIA: RISVEGLI</strong></p>
<p>1. Colazione</p>
<p>2. Partenza per Vantaggiani</p>
<p>3. Pranzo</p>
<p>4. Partenza per Villa Maria</p>
<p>8. Serata con Carla – festa</p>
<p><strong>Domenica 05 giugno: MONTERUGA-MASSERIA SAN PAOLO: MUTI TESTIMONI</strong></p>
<p>1. Colazione</p>
<p>2. Partenza per Masseria “La Grande”</p>
<p>3. Visita a “La Grande”</p>
<p>4. Partenza per “Monteruga”</p>
<p>5. Percorso sulla “Via dei l’acquari” – l’antica via di transumanza (guidati dagli Amici dell&#8217;Arneotrek)</p>
<p>6. Visita a “Monteruga”</p>
<p>7. Partenza per Masseria “San Paolo”</p>
<p>8. Festa finale</p>
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		<title>Gli Amici di ARNEOTREK</title>
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		<pubDate>Sun, 29 May 2011 21:46:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ATLANTIDE - Citta dei Sogni</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[arneo]]></category>
		<category><![CDATA[arneotrek]]></category>
		<category><![CDATA[atlantide]]></category>
		<category><![CDATA[diario di bordo]]></category>
		<category><![CDATA[trame di terra]]></category>

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		<description><![CDATA[Diario di bordo (Sabato, 28 Maggio) Gli Amici di ARNEOTREK E&#8217; sabato mattina&#8230; L&#8217;ultimo sabato prima della partenza&#8230; Tra soli cinque giorni saremo tutti sulle strade dell&#8217;Arneo, finalmente&#8230;. E&#8217; quasi tutto pronto per il &#8220;viaggio&#8221; che partirà Giovedì prossimo 02 Giugno, &#8230; <a href="http://www.oikosostenibile.it/tribu/?p=167">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Diario di bordo (Sabato, 28 Maggio)</em></p>
<p><strong><em>Gli Amici di ARNEOTREK</em></strong> <a href="http://www.oikosostenibile.it/tribu/wp-content/uploads/2011/05/aarneotrek.jpg" rel="lightbox[167]"><img class="size-full wp-image-169 alignright" title="aarneotrek" src="http://www.oikosostenibile.it/tribu/wp-content/uploads/2011/05/aarneotrek.jpg" alt="" width="182" height="132" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; sabato mattina&#8230; L&#8217;ultimo sabato prima della partenza&#8230; Tra soli cinque giorni saremo tutti sulle strade dell&#8217;Arneo, finalmente&#8230;. E&#8217; quasi tutto pronto per il &#8220;viaggio&#8221; che partirà Giovedì prossimo 02 Giugno, ma facendo il punto della situazione mentalmente mi rendo conto che mi mancano ancora due contatti fondamentali da definire:<br />
<span id="more-167"></span></p>
<p style="text-align: justify;">* Torre del Cardo per la notte del Venerdì;</p>
<p style="text-align: justify;">* Masseria San Paolo &#8211; la carissima Lina - per la festa finale della domenica!</p>
<p style="text-align: justify;">Su entrambi i contatti c&#8217;è la mano degli Amici di Arneotrek!! Decido di chiamare Roberto, il Presidente, ben sapendo che nella giornata loro hanno in programma un percorso di trekking religioso da Brindisi a Novoli&#8230;. Ci provo&#8230;&#8230; Risponde&#8230;.. La disponibilità come sempre è totale&#8230; &#8220;Alle undici ti aspetto a casa!!&#8221;. Puntuale alle undici sono a casa sua e Lui mi aspetta in giardino&#8230; monta in macchina e via&#8230;. prima tappa: <em>Torre del Cardo </em>per strada chiaccheriamo su eventuali deviazioni dell&#8217;itinerario per renderlo ancora più interessante e significativo&#8230; Giunti a destinazione mi presenta Mimino&#8230; ovviamente il progetto è bellissimo, le credenziali sono notevoli&#8230; anche qui la disponibilità è totale&#8230; in cinque minuti è tutto definito&#8230; Si riparte per la <em>Masseria &#8220;San Paolo&#8221;</em>, tentiamo la sosta a &#8220;Vantaggiani&#8221;, ma il cancello è chiuso&#8230; &#8220;No problem, qui ci penso Io&#8221; dice Roberto&#8230; E siamo a San Paolo, con lo sfondo sfreggiato dalla nuova immensa vasca di contenimento delle acque piovane&#8230; girato l&#8217;angolo notiamo subito l&#8217;auto di Lina che ci viene incontro&#8230; segnaliamo la nostra presenza, spegniamo l&#8217;auto e ci fermiamo a chiaccherare all&#8217;ombra degli eucalipti che costeggiano la via sterrata tra immense piantaggioni di angurie&#8230;. Il piacere di rivedere Lina è grande&#8230; e naturalmente non mi meraviglia affatto la sua risposta: &#8220;Io nnu sacciu sunare lu tamburellu&#8230; ma ci si tratta ti mangiare&#8230;.!!&#8221;. &#8220;Alla musica ci pensiamo Noi, grazie Lina&#8230; a presto&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Accompagno Roberto a casa affidando agli Amici di Arneotrek la gestione dell&#8217;itinerario del terzo e del quarto giorno&#8230;. Penso ci siano poche persone che conoscono le strade dell&#8217;Arneo come Roberto&#8230; saprà Lui guidarci lungo queste strade sconosciute ed affascinanti alla ricerca di volti, luoghi e storie misteriose&#8230;&#8230;..</p>
<p style="text-align: right;"><em>Tatanka</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>LA STORIA DI PABLO</title>
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		<pubDate>Sun, 29 May 2011 09:31:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ATLANTIDE - Citta dei Sogni</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[arneo]]></category>
		<category><![CDATA[atlantide]]></category>
		<category><![CDATA[diario]]></category>
		<category><![CDATA[Santa Maria]]></category>
		<category><![CDATA[trame di terra]]></category>

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		<description><![CDATA[Diario di bordo (Venerdì 27 Maggio) LA STORIA DI PABLO   Dopo la visita di mercoledì scorso alla masseria Santa Chiara, andiamo alla scoperta della Clinica veterinaria “Villa Maria”, sulla strada per Torre Lapillo-San Pancrazio, per stabilire i contatti e pianificare &#8230; <a href="http://www.oikosostenibile.it/tribu/?p=160">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Diario di bordo (Venerdì 27 Maggio) </em></p>
<p><strong>LA STORIA DI PABLO   <a href="http://www.oikosostenibile.it/tribu/wp-content/uploads/2011/05/DSCN5176.jpg" rel="lightbox[160]"><img class="alignright size-full wp-image-133" title="DSCN5176" src="http://www.oikosostenibile.it/tribu/wp-content/uploads/2011/05/DSCN5176.jpg" alt="" width="227" height="171" /></a></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo la visita di mercoledì scorso alla masseria Santa Chiara, andiamo alla scoperta della<em> Clinica veterinaria “Villa Maria”</em>, sulla strada per Torre Lapillo-San Pancrazio, per stabilire i contatti e pianificare l’accoglienza dei viandanti prevista per sabato 4 giugno.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-160"></span><br />
Il nostro arrivo viene salutato da alcuni cani meticci che ci saltano addosso e ci fanno le feste. Entriamo nel cortile dove ci sono i box per accudire e curare i cavalli, una dozzina circa. Qui c’è Carla, nostro “gancio”, veterinaria e proprietaria della clinica, che è alle prese con le bizze di uno stallone, castrato da poco, che non ne vuole sapere di salire sul camioncino del proprio padrone per tornare a casa. La prima immagine di Pablo, questo il nome dell’ormai ex stallone, che salta agli occhi è quella di una sua estrema virilità: circondato da quattro persone si rifiuta di entrare nel camion, nitrisce, sbuffa, fa avanti e indietro, finta la resa e poi resiste, orgogliosamente, tra il richiamo naturale delle cavalle che non accettano il suo allontanamento. Come Battaglia, cavallo protagonista del romanzo di Emile Zola, Germinale, anche Pablo lotta strenuamente contro un destino che appare segnato. Le operazioni vanno per la lunga, viene somministrato un leggero calmante per poterlo convincere con le buone maniere a salire la pedana, ma nulla. Nel frattempo ammiriamo gli altri esemplari che sono nei box. È uno spettacolo di bellezza e vigore naturale: alcuni di loro hanno una pelle giovane, chiara, fresca, dolce; altri hanno la pelle un po’ più ruvida, con il corpo incurvato dall’incedere degli anni, tutti grandi occhioni scuri che ti fissano alla ricerca di un&#8217;affettuosa carezza. Ne accarezziamo qualcuno che si lascia avvicinare più facilmente, mentre nell&#8217;ultimo box c’è una cavalla che nitrisce e non si da pace per il distacco da Pablo. Accanto a lei un’altra cavalla con un bellissimo puledro che ci osserva incuriosito, girando intorno alla propria madre. Di fronte a loro cerca di affacciarsi alla finestra, in un faticoso tentativo di partecipare allo spettacolo nel cortile, un pony di colore nero che va su e giù per il box. Pablo, intanto, continua la sua lotta personale. Viene circondato da una corda per farlo salire più agevolmente, ma riesce ad eludere ogni tentativo. La scena si sposta all’esterno in modo che Pablo non venga distratto dal nitrito delle cavalle nelle stalle, ma il richiamo d’amore arriva lo stesso, come un’invocazione quasi all’unisono. C’è bisogno dell’arrivo di uno specialista, un istruttore di monta western che comincia la propria battaglia psicologica con l’ex stallone. Cerca di prenderlo per sfinimento, forzandolo a camminare e a farlo andare avanti e indietro. Impiegherà un’ora abbondante prima di riuscire a farlo salire sul camioncino.</p>
<p style="text-align: justify;">Noi, invece, accompagnati da Giuseppe, marito e collaboratore di Carla, lasciamo Pablo e la sua resistenza, per raggiungere, poco distante, masseria “La Grande” e conoscerne i proprietari. Questa masseria, dal territorio una volta sconfinato &#8211; &#8220;grande&#8221; appunto, apparteneva al trisavolo di Carla, in seguito fu poi divisa dal bisnonno e data in eredità alle nove figlie. E da esse le varie proprietà e masserie hanno preso il nome (tra le altre Villa Maria, appunto, Donna Gioconda&#8230;).</p>
<p style="text-align: justify;">Il pomeriggio volge al tramonto, percorriamo strade sterrate ed impervie, immergendo lo sguardo ed i pensieri nell’enorme distesa naturale che ci avvolge. Anche alla &#8220;Grande&#8221;, naturalmente, ad accoglierci è un festante cucciolo di pastore tedesco che corre a perdifiato per tutta l’estensione del terreno e fa giochi strani per attirare la nostra attenzione. Sparisce tra le siepi inseguito dai cani più grandi, gioca con loro e inscena gare di velocità. Ci viene incontro a fare gli onori di casa la signora Ninetta, matrona del podere. Originaria, con il marito di Gioia del Colle, arrivati nell&#8217;Arneo 43 anni orsono alla ricerca di terre dove continuare a fare il loro lavoro: i pastori, non si sono più mossi e &#8211; come Lei stessa dice &#8220;mai più andremo via&#8221;. Con sudore ed il lavoro di tanti anni, hanno messo su una grande azienda zootecnica con allevamenti di pecore, capre, vacche, vitelli per la produzione e la vendita di latte e derivati. Hanno messo al mondo quattro figli ed ora ognuno di loro gestisce un ramo della filiera produttiva: Flora, il punto vendita, mentre i tre maschi (Angelo, Carlo e &#8230;.) si dividono tra bovini, ovini e produzione di formaggi. Facciamo qualche passo con Giuseppe per scoprire il nucleo originario ed antico della masseria. Notiamo quello che esternamente sembra avere tutti i connotati di una classica abitazione con tanto di tegole, ma in realtà si tratta di una piccionaia vera e propria, voluta così da un eccentrico dottore. Conosciamo Carlo prima che inizi il lavoro di mungitura delle pecore. Sarà lui a farci da tramite per la visita di domenica, anche se il nostro desiderio è, soprattutto, quello di incontrare &#8220;lu nunnu Francu&#8221; &#8211; marito della signora Ninetta e tenutario senz&#8217;altro di un&#8217;infinità di storie sulla &#8220;Grande&#8221; e l&#8217;Arneo tutto. Siamo pronti, dunque, per un tuffo coinvolgente nella bellezza selvaggia e pura della natura, tra la &#8220;musica&#8221; e l&#8217;&#8221;odore&#8221; di un mondo tra i più antichi, misteriosi ed affascinanti dell&#8217;Uomo&#8230; tra il belare delle pecore, il muggire delle vacche ed un disperdersi degli occhi in un verde sconfinato.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Alessio</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>UN CONTATTO… NON INDIFFERENTE</title>
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		<pubDate>Thu, 26 May 2011 09:18:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ATLANTIDE - Citta dei Sogni</dc:creator>
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		<category><![CDATA[diario]]></category>
		<category><![CDATA[santa chiara]]></category>
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		<description><![CDATA[Diario di bordo (Mercoledì, 25 Maggio) UN CONTATTO… NON INDIFFERENTE Il sole del pomeriggio è ancora alto quando ci incamminiamo verso località Boncore. Dai finestrini della macchina entra il primo caldo afoso di stagione, mentre esploriamo alcune strade che saranno &#8230; <a href="http://www.oikosostenibile.it/tribu/?p=132">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://www.oikosostenibile.it/tribu/wp-content/uploads/2011/05/Santa-Chiara.jpg" rel="lightbox[132]"><img class="alignleft size-full wp-image-137" title="Santa Chiara" src="http://www.oikosostenibile.it/tribu/wp-content/uploads/2011/05/Santa-Chiara.jpg" alt="" width="283" height="159" /></a></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #800000;"><em> Diario di bordo (Mercoledì, 25 Maggio)</em></span></p>
<p style="text-align: left;"><strong>UN CONTATTO… </strong><strong>NON INDIFFERENTE</strong><a href="http://www.oikosostenibile.it/tribu/wp-content/uploads/2011/05/DSCN5176.jpg" rel="lightbox[132]"></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il sole del pomeriggio è ancora alto quando ci incamminiamo verso località Boncore. Dai finestrini della macchina entra il primo caldo afoso di stagione, mentre esploriamo alcune strade che saranno tappa del nostro ‘peregrinare’. Passiamo tra due ali di ulivi secolari dalle mille forme, intervallate da terreni completamente brulli, aridi, incolti.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-132"></span><br />
Il suono delle campane della Chiesa del Boncore annuncia l’imminente inizio di una messa e allo stesso tempo accoglie il nostro arrivo. Contattiamo Eugenio, Presidente della Pro Loco del Boncore, nato e vissuto a lungo nella masseria di Santa Chiara. Con lui giungiamo in questo antico Monastero delle Monache, appunto di Santa Chiara: un’antica struttura fortificata risalente intorno alla metà del 1400, che nel corso degli anni ha subito diversi cambiamenti. Passiamo l’arco &#8211; è come se avessimo fatto un passo indietro nel tempo di qualche decennio &#8211; e ci troviamo di fronte alla torre difensiva, imponente nella sua altezza, ma fragile davanti all’incuria umana e all’incedere del tempo. La zona è stata recentemente transennata per impedire ai ragazzi che ancora abitano in quelle zone di avventurarsi tra macerie e rischi di nuovi crolli. La masseria, una delle poche riconosciute dalla Sovrintendenza e in mano all’Enpals regionale, ha rappresentato, tra gli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento, un fulcro dell’attività economica, rurale ed agricola per tutta la zona. Inoltre, subito dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, l’Ente Riforma ha permesso la vivibilità di questa zona immersa in un’enorme distesa incontaminata di verde, facendo arrivare dal Nord diversi capi di bestiame che poi venivano assegnati alle diverse famiglie a seconda del numero di figli. Eugenio ci racconta di come in quegli anni la masseria rappresentasse un villaggio completamente autonomo, con tanto di ufficio postale e scuole materne ed elementari. Delle cinquanta famiglie di alcune decine di anni fa, sono rimasti solo alcuni nuclei familiari, quattro o cinque per la precisione: quando arriviamo noi c’è chi è impegnato a cucinare la cena e chi a finire i lavori nei campi prima che il sole tramonti.<br />
Nel frattempo, la scuola elementare è divenuta una casa vera e propria. Mentre il vecchio asilo è stato chiuso perchè dichiarato inagibile. Eugenio ci offre anche la possibilità di entrare in queste case. Piccole dimore dove un tempo abitavano decine di persone con un alternarsi di volte a stella e di volte a botte, ognuna con l&#8217;immancabile focolare, e che ora per la maggior parte sembrano disabitate e, nel migliore dei casi, sono state accorpate fino a creare appartamenti un pò più grandi. Ci spostiamo all’esterno della struttura delle mura per ammirare un antichissimo pozzo con gli antichi meccanismi di sollevamento dell’acqua per noi ormai sconosciuti, ma che fino a cinquant’anni fa rappresentavano l’essenza vitale di una comunità. Eugenio ci apre la porta e quello che all’inizio sembra un fruscìo si rivela alle nostre orecchie come un rumore portentoso di acqua che sgorga dalla terra. Sembra un fiume impetuoso, ma è il suono delle falde acquifere del terreno estratte dal pozzo. Fino a pochi anni fa quest’acqua dissetava la gente che si radunava presso la masseria Santa Chiara per barattare i propri prodotti agricoli e i bestiami, ora viene utilizzata quasi esclusivamente per irrigare i campi.<br />
Alle spalle del pozzo un grandissimo magazzino ormai in fase di decadenza che un tempo serviva per riparare trattori e mezzi agricoli, prime forme di modernità in un’agricoltura che fino ad allora si basava essenzialmente sulla zappa e il sudore dei contadini. Quei contadini che negli anni Cinquanta diedero vita alle lotte d’Arneo e al movimento delle tabacchine che tra Santa Chiara e Case Arse vissero alcuni dei momenti più significativi.<br />
Un intreccio di storia e di storie che arrivano fino ai giorni nostri, con il paesaggio che viene pian piano ‘invaso’ dalle costruzioni, dalla presenza di una chiesa, da un ufficio postale attivo fino a pochi anni fa.<br />
Torniamo indietro per riaccompagnare Eugenio che ci racconta delle evoluzioni che ha subito anche Boncore con l’arrivo del piano regolatore e l’esplosione di nuovi edifici costruiti nel giro di pochissimi anni e ci parla della paura di vedere la loro Terra natia, la Nostra Terra, deturpata da ettari ed ettari di pannelli fotovoltaici che farebbero perdere a Santa Chiara la magia, il mistero e la poesia che conserva intatta da secoli.</p>
<p style="text-align: justify;">Capiamo che le storie da raccontare e da ascoltare sono tante, per cui sarà meglio tornarci.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Alessio</em></p>
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		<title>Invito al viaggio &#8220;Trame di terra&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 24 May 2011 10:30:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ATLANTIDE - Citta dei Sogni</dc:creator>
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		<title>Mappa Protocaos</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Apr 2011 17:50:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.oikosostenibile.it/tribu/wp-content/uploads/2011/04/mappa-oikos_web.jpg" rel="lightbox[41]"><img class="aligncenter size-full wp-image-121" title="mappa-oikos_web" src="http://www.oikosostenibile.it/tribu/wp-content/uploads/2011/04/mappa-oikos_web.jpg" alt="" width="480" height="361" /></a></p>
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		<title>Benvenute tribù</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Apr 2011 11:31:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Benvenute a tutte le Tribù di Oikos dallo Staff]]></description>
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